Cohousing

Recentemente la biblioteca ha acquistato alcuni libri su nuovi modi di abitare, già piuttosto diffusi all’estero e che si stanno diffondendo anche da noi. La coabitazione, il raccogliersi di più nuclei familiari che condividono spazi, strumenti, momenti di vita e di lavoro, è una pratica antica. Adesso, nei nostri tempi così difficili, è una pratica che sta ritornando in auge, ma con un livello diverso di consapevolezza e di intenzionalità.  Caduti i vincoli della parentela,  resta il legame  della condivisione di idee e  modi di vivere. “Coabitare” è diventato un modo nuovo di intendere i rapporti sociali che derivano dalla vicinanza: chi sceglie di abitare insieme o vicino non vive tra estranei, conosciuti solo perché condomini o casuali vicini di casa, ma tra sodali.  Il nuovo modello di abitazione e di vicinato si differenzia anche dalla classica cooperativa edilizia, che normalmente porta alla condivisione di costi ma non implica rapporti diversi tra i cooperanti. Più che di cooperative edilizie, si parla adesso di autocostruzione, di progettazione partecipata. Si parla anche di ecovillaggi e di condomini solidali, ma soprattutto di partecipazione elettiva, di comunità intenzionali: in una parola, soprattutto di cohousing.

Il termine cohousing esprime l’espansione dei significati di casa, di vicinato, di comunità. L’ intuizione è che in società dominate dal lavoro e dalla coesistenza forzata nelle grandi città sia necessario ricreare il clima e i “servizi” offerti dal vecchio villaggio, pur nel contesto della realtà del nostro modernissimo secolo. Il movimento all’indietro verso la “comunità” si presenta oggi come la chiave alla sostenibilità nel mondo occidentale. Dalla Danimarca, dove è nata a metà degli anni Sessanta, l’esperienza del cohousing si è rapidamente diffusa nel resto del mondo, dal Canada agli Stati Uniti, dove oggi si trovano importanti modelli di riferimento (Vancouver, lo Swan’s Market di Oakland, gli ecovillaggi simbolo di Twin Oaks, Virginia, o The Farm in Tennessee). Sono questi alcuni degli esempi di cohousing che oggi sono fonte d’ispirazione e riferimento anche per l’Italia. Gli insediamenti in cohousing vedono sempre la compresenza di spazi abitativi individuali e di spazi comuni. Gli spazi condivisi possono essere di vario tipo: spazi multifunzionali, cucine e spazi pranzo, spazi gioco per i bambini, spazi verdi (orto, giardino), lavanderia, spazio per raccolta e compostaggio dei rifiuti, dispense per le scorte dei gruppi d’acquisto, etc. Si possono condividere anche servizi: sorveglianza dei bambini, car o bici-sharing, acquisti, preparazione dei pasti …

Per saperne di più

Libri in biblioteca

  • The cohousing handbook : building a place for community, di Chris and Kelly Scotthanson. Revised edition, Gabriola Island, 2005
  • Cohousing : a contemporary approach to housing ourselves, di Katryn McCamant and Charles Durrett with Ellen Hertzmann. 2. edition, Berkeley, 1994
  • Senior cohousing : a community approach to independent living : the handbook, di Charles Durrett. Berkeley 2005
  • Sustainable community : learning from the cohousing model, di Graham Meltzer. Trafford, 2005
  • Creating a life together : practical tools to grow ecovillages and intentional communities, di Diana Leafe Christian. Gabriola Island, 2003
  • Cambio casa, cambio vita : dal cohousing all’autocostruzione, dalla comunità di famiglie alle cooperative edilizie : come cambiare casa (o costruirla) e vivere meglio, di Andrea Rottini. Milano, 2008
  • Cohousing e condomini solidali : guida pratica alle nuove forme di vicinato e vita in comune, con allegato il documentario “Vivere in cohousing”, a cura di Matthieu Lietaert. Firenze, 2007
  • Eco-villages & sustainable communities : models for 21. century living. Findhorn, 1996

Siti

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6 risposte a Cohousing

  1. Pierluigi ha detto:

    Ottimo che la biblioteca si fornisca di testi su questo argomento. Bravi.

  2. Dina Pasqualetti ha detto:

    Da pochi giorni anche l’associazione Cohousing in Toscana di Firenze, ha un proprio sito web sull’argomento.
    Ci farebbe piacere essere inseriti nell’elenco.

  3. Flaminio Orazzini ha detto:

    Nel mese di aprile l’associazione di promozione sociale Coabitare ha compiuto 2 anni di attività e lo ha fatto avviando il primo progetto di cohousing proprio a Porta Palazzo , da sempre il centro multietnico di Torino. Siamo certi che tutti insieme riusciremo a diffondere anche in Italia questo modello di vita in coabitazione: un nuovo modo di vivere vecchio come il mondo.

  4. Oliver ha detto:

    http://www.cohousingintoscana.it

    è il sito dell’associazione Cohousing in Toscana di cui accennava Dina.

    salut* Oliver

  5. […] prima esperienza toscana, quella di Calambrone.  Per una prima introduzione al tema, rimandiamo al post pubblicato dalla nostra collega Gabriella Vagnarelli qualche mese […]

  6. site ha detto:

    60% dietary fat would be eliminated out of the body hence reducing fat absorption.

    ve so much weight to shed, accept the fact that it.

    Now, the average healthy amount people are supposed to lose is 2 pounds per week.

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